Guida dello studente

Master di I Livello in Critica Giornalistica

di Teatro, Cinema, Musica e Televisione

a.a. 2018/2019

 

 

 

Scarica

Elenco delle Materie, dei docenti e dei programmi didattici afferenti alla sezione Teatro

Prof.ssa Emilia Costantini

Ha oggi ancora un senso la critica, sia essa teatrale, cinematografica, televisiva? Se c’è un luogo dove può avere ancora un peso specifico è proprio il teatro, perché è proprio nello spettacolo dal vivo che la reazione del pubblico a quanto avviene in palcoscenico è altrettanto viva, immediata, inevitabile. E la critica giornalistica in fondo è un’elaborazione riflessiva, articolata, circostanziata di quella che è in realtà una reazione spontanea a un prodotto spettacolare. In altri termini, mentre l’attore cinematografico o il personaggio televisivo non hanno un rapporto vivo, diretto col pubblico, l’attore o il regista teatrali sì: è un confronto che non possono evitare, cui non possono sottrarsi e si esplicita nell’applauso caloroso, meno caloroso-tiepido, addirittura nel fischio. E non sono forse queste delle manifestazioni di critica da parte del pubblico, pagante o meno, a quanto quell’attore ha appena rappresentato, interpretato, rivelato della sua capacità o incapacità artistiche?  Esistono però due generi di spettatori: quelli occasionali e quelli professionali.

La storia del teatro non è costituita solo da attori, registi, drammaturghi, scrittori, ma anche da giornalisti e/o critici teatrali che hanno avuto, e continuano ad avere, il compito di raccontare, testimoniare, descrivere il percorso scenico dei protagonisti che si esibiscono sul palcoscenico. Nella storia del teatro, infatti, vengono annoverati anche i nomi di autori che, soprattutto a partire dal XX secolo quando la critica teatrale assume maggiore influenza nel dibattito culturale, hanno assunto un ruolo di importante punto di riferimento: da Silvio d’Amico a Roberto De Monticelli, da Giorgio Prosperi ad Angelo Maria Ripellino, da Ghigo De Chiara a Gerardo Guerrieri, Giovanni Raboni, Franco Quadri…

Un’attività, quella dello <spettatore professionale> che non può limitarsi a <giudicare> la qualità delle varie proposte di spettacolo, ma che ne analizza i contenuti, ne deve valutare le condizioni e le circostanze relative alle scelte di repertorio, ne restituisce le valenze artistiche, per aiutare lo <spettatore occasionale> alla comprensione delle proposte medesime. In altri termini, il giornalista-critico non dà semplicemente i voti a una determinata messinscena, anche se le recensioni sui quotidiani sono spesso accompagnate, per esemplificazione grafica, dal voto. Ma deve contestualizzare il progetto artistico, fornendo al pubblico gli strumenti di lettura analitica di un testo, di un’interpretazione attoriale e/o registica.

A tale proposito, è necessaria una distinzione. Esistono due figure professionali che, a volte, coincidono: il giornalista-cronista, esperto del settore, che presenta un debutto con interviste agli attori protagonisti, al regista o all’autore del testo (se vivente); e il critico, che spesso è un collaboratore esterno al quotidiano e che invece scrive il suo articolo dopo il debutto. Entrambi hanno un ruolo di informazione fondamentale per chi, poi, deciderà o meno di andare a vedere quel determinato spettacolo.

Le lezioni si prefiggono lo scopo di esplorare tecniche e dinamiche giornalistiche, indagando nel passato e nel presente di questo genere di professione, approfondendo tutti gli aspetti in cui l’informazione, sia essa nella carta stampa, in tv, alla radio o sul web, riguarda una settorialità precisa, trasformandosi quindi in un prodotto di conoscenza e di formazione per il fruitore.

Fra i temi cruciali su cui verterà il corso, saranno evidenziate le differenze, le continuità e le zone intermedie tra: cronaca e storia, ruolo del giornalista e ruolo del critico, rapporti tra operatori e spettatori.

A tale proposito, per quanto attiene alla storia dello spettacolo e del giornalismo, il corso sarà arricchito dall’inserimento e la trattazione di due grandi personaggi: Rodolfo Valentino e Oriana Fallaci. Il primo, icona del cinema internazionale, ha incarnato la prima star di Hollywood e con il suo lavoro sull’interpretazione ha scardinato e profondamente innovato la vecchia figura dell’attore del cinema muto. Il suo rapporto con il giornalismo dell’epoca non fu idilliaco, anzi, fu oggetto di una violenta e denigratoria campagna di stampa.

La seconda, la più importante giornalista del Novecento, nonché scrittrice tradotta in tutto il mondo, pur essendo conosciuta soprattutto come la prima donna inviata di guerra, ha iniziato la sua carriera di reportage proprio nel mondo dello spettacolo: uno dei suoi primi libri, <Gli antipatici>, nasce infatti da una serie di interviste alle star di Hollywood. Pur non assumendo un ruolo di critico, la Fallaci fu molto critica con lo star system dell’epoca.

Gli allievi, preparandosi anche su alcuni testi consigliati, saranno invitati ad approfondire tali temi, o ad avventurarsi su uno di essi, e dovranno cimentarsi nella scrittura di testi di presentazione e/o di recensione relativi a spettacoli visti.

Il corso sarà integrato dalla visione di filmati storici e soprattutto dall’intervento, durante le lezioni, di alcuni personaggi famosi che, in vario modo e per motivi diversi, hanno avuto a che fare con il mondo dell’informazione (articoli, interviste, recensioni) e che si presteranno a dialogare con gli allievi rispetto alla loro esperienza.

Testi storici consigliati:

Silvio d’Amico: <La vita del teatro>, cronache, polemiche e note varie, 1914-1921, a cura di Alessandro d’Amico (Bulzoni)

Nicola Chiaromonte <Scritti sul teatro> (Einaudi)

Ennio Flaiano <Lo spettatore addormentato>  (Rizzoli)

Ruggero Jacobbi <Maschere alla ribalta> (Bulzoni).

Prof. Giovanni Greco

 Il corso si propone di prospettare un campo lungo sulle trasformazioni più significative che la partitura drammaturgica ha subito nello spazio e nel tempo: con una particolare attenzione ai nodi dirimenti del teatro antico, dello spazio elisabettiano, della crisi del naturalismo di fine Ottocento, del teatro dell’assurdo. E con un focus specifico sulla commedia come genere e come modalità peculiare di scrittura: l’idea è quella di far presenti gli elementi strutturali e sovrastrutturali del testo teatrale comico perché diventino materia di discussione, di rielaborazione, di commento, ma soprattutto perché si sviluppi una grammatica della visione e dell’ascolto che consenta agli studenti un’analisi personale e persino militante del fatto teatrale sulla base di paradigmi identificabili e di volta in volta modificabili ovvero di cogliere varianti e invarianti che, riconosciute o meno, rendano l’atto critico un atto sempre originale proprio perché basato su una memoria consapevole.

Prof. Rodolfo Di Giammarco

L’obiettivo dei tre incontri sarà lo smantellamento delle colonne critiche, dei fondamentali dell’arte della recensione e del linguaggio della cultura scenicogiudicante, cercando un’alternativa costituita, non da una, ma da più modalità di intervento: l’applicazione di fenomenologia documentaria e l’individuazione di una letteratura contemporanea applicata al fatto teatrale.

Si illustrerà la casistica stanca della recensione che, in quanto categoria, sta estinguendosi e si distingueranno i sintomi teatrali che di volta in volta esigono diversi strumenti di lettura. Verrà offerto un panorama della tipologia dei media ospitanti di quella forma che ancora si chiama critica. Saranno presi a esempio scenari, testi, emozioni del teatro che più meritano analisi.

Bibliografia di riferimento:

Alberto Savinio, Palchetti Romani, Adelphi, Milano 1982

Ennio Flaiano, La solitudine del satiro, Adelphi, Milano 1996

(entrambi di difficile reperibilità)

Lucia Calamaro, Autobiografia della vergogna (Magick), ed. voland

Eleonora Danco, Ero purissima, ed. minimum fax

Rodolfo Di Giammarco, Teatro – antologia di Jon Fosse, editoria & spettacolo

Elsa Morante, La serata a colono, testo inserito nell’opera Il mondo salvato dai ragazzini e altri poemi, Einaudi, Torino 1968. Non si consigliano libri di studio della critica teorica e/o militante

Prof. Gianfranco Capitta

La critica teatrale come conoscenza
L’informazione teatrale.
La critica e la cronaca. Diritti e doveri.
Recensioni, recinzioni, re-censure (di chi scrive e di chi legge).
Documentazione e reinvenzione.

La pratica della critica
Il teatro sui giornali.
Il teatro alla radio.
Il teatro in televisione.

La scrittura e il teatro

L’immagine e il teatro

Dopo la critica

Costruire linguaggi nuovi per un pubblico nuovo.

Oltre al percorso indicato in programma, il ciclo di lezioni prevede la stesura di alcuni testi critici, di vario formato e destinazione, su spettacoli a cui gli allievi avranno assistito durante il corso.
Eventuali testi saranno suggeriti durante le lezioni.

Prof.ssa Monica Vannucchi

Punto d’incontro tra due discipline, com'è già indicato dal termine che lo definisce, il Teatro-Danza è uno degli snodi fondamentali della contemporaneità artistica.

I suoi elementi “linguistici” sono ormai presenti anche in molti lavori teatrali o coreografici che vengono ambiguamente definiti “puri”.

Il corso rifletterà su alcuni titoli del repertorio contemporaneo, a partire dagli anni Ottanta dello scorso secolo fino al periodo più vicino a noi, e sul loro “sconfinamento”.

Di ogni brano esaminato, e quindi di ogni coreografo, saranno analizzate le componenti strutturali e la poetica, partendo dallo specifico linguaggio impiegato (facendo, se necessario, anche riferimento a Rudolf Laban e ai suoi studi di analisi del movimento).

Bibliografia di riferimento:

Banes, Sally, Tersicore in scarpe da tennis: la post- modern dance, Ephemeria, 1993, Macerata

Bentivoglio, Leonetta, La danza moderna, Longanesi, 1977, Milano

Bentivoglio, Leonetta, Pina Bausch. Una santa sui pattini a rotelle, Edizioni Clichy, 2015, Firenze

Bentivoglio, Leonetta, (a cura di), Tanztheater, Di Giacomo, 1982, Roma

Boisseau, Rosita, Panorama de la Danse Contemporaine, Textuel, 2008, Paris


Guatterini Marinella, L’ABC della Danza. La storia, le tecniche, i grandi coreografi della scena moderna e contemporanea, Mondadori Electa, 2008, Milano

Laban Rudolf, L’arte del movimento, Ephemeria, 1999, Macerata


Maletic Vera, Rudolf Laban: corpo, spazio, espressione, L’Epos, 2011, Palermo

Pontremoli Alessandro, La danza: storia, teoria, estetica nel Novecento, Laterza, 2004, Roma-Bari

Pitozzi, Enrico, (a cura di), On Presence, in «Culture Teatrali. Studi, interventi e scritture sullo spettacolo», 

  1. 21, anno 2011, I quaderni del battello ebbro, 2012, Porretta Terme

Vannucchi Monica, Corpi in bilico. Danza contemporanea per gli attori, Massimiliano Piretti, 2016, Bologna

 

Per approfondire ulteriormente alcuni aspetti: 

 

D’Adamo, Ada, (a cura di), Il corpo insorto nella pratica performativa di Habillé d’eau, Editoria & Spettacolo, 2012, Spoleto

Louppe Laurence, Poetique de la danse contemporaine, Contredanse, 1997, Bruxelles

Louppe Laurence, Poetique de la danse contemporaine: la suite, Contredanse, 2007, Bruxelles

Senatore, Ambra, La danza d’auore. Vent’anni di danza contemporanea in Italia, De Agostini Scuola, 2007, Novara

Vaccarino Elisa, Altre scene, altre danze, Giulio Einaudi,1999, Torino

Prof.ssa Ada D’adamo

 Il modulo, suddiviso in tre incontri, è dedicato all’analisi storico-critica della nascita e degli sviluppi della danza d’autore italiana, in un arco di tempo che va dai primi anni Ottanta del Novecento a oggi. Saranno presi in esame, attraverso la visione di materiali video, i lavori di alcuni autori – coreografi, performer, registi – attraverso i quali è possibile individuare le tematiche centrali nella creazione contemporanea, italiana ed europea. Nel corso delle lezioni saranno fornite indicazioni bibliografiche che consentono di approfondire i temi trattati.

 

Prof. Nicola Fano

Storia economica del teatro

Il teatro è un rito sociale che ha bisogno di due protagonisti per aver vita: chi recita e chi assiste sono parimenti “responsabili” della riuscita dello spettacolo. Pubblico e Attori sono legati sia da relazioni emotive e intellettive (fanno riferimento allo stesso bagaglio di sentimenti e allo stesso immaginario collettivo) sia da relazioni economiche (chi paga determina stili e poetiche). Le tre conversazioni saranno volte a rileggere la storia del teatro da questo punto di vista, analizzando, appunto, il peso di “chi paga” nella definizione delle priorità e delle necessità estetiche.

Testo consigliato: Che cos'è il teatro, Edizioni Succedeoggi, Roma, 2018

Prof. Matteo Antonaci

 “Dalle Iperscene all’Ipereale?” ll corso intende ripercorre alcune delle esperienze teatrali degli anni Zero e degli anni Dieci utilizzando come strumento d'indagine primario quello dell'"intervista". Saranno proposte e analizzate le discussioni e i differenti punti di vista che hanno caratterizzato lo studio e l’analisi delle più significative produzioni del teatro italiano ed internazionale di ricerca in questo periodo storico, oltre che le parole degli stessi artisti. Dalle visioni degli Anni Zero, alle contaminazioni tra discipline e immaginari, dalle nuove pratiche performative in dialogo con il reale ai teatri extraeuropei. Particolare attenzione sarà posta alle connessioni tra i percorsi della scena teatrale e la trasformazione degli strumenti di comunicazione digitali e del web.

Testi di Riferimento:

Valentini V., Nuovo teatro made in italy (1963-2013), Bulzoni, Roma 2015, da pagina 125 a pagina 142;

Petruzziello M., Attore, performer, recitazione nel nuovo teatro italiano degli anni Zero, in Acting Archives Review – Rivista di studi sull’attore e la recitazione, Anno IV, numero 8 – Novembre 2014 (link);

Petruzziello M. (a cura di), Iperscene, Editoria&Spettacolo, Roma, 2007;

Lanteri J. (a cura di), Iperscene 2, Editoria&Spettacolo, Riano (Rm), 2009;

Antonaci M., Lo Gatto S. (a cura di), Iperscene 3, Editoria&Spettacolo, Città di Castello (PG), 2017;

Mei S. (a cura di), La terza avanguardia. Ortografie dell’ultima scena italiana, “Culture Teatrali”, n. 24, La Casa Usher, 2015.

Prof. Sergio Lo Gatto

Critica teatrale sul Web 2.0. Pratiche di scrittura e abitazione per una filosofia digitale

Se il giornalismo culturale sta vivendo una crisi sul piano professionale e occupazionale, l’istituirsi di reti di relazioni e di comunità virtuali sempre più coese permette la specializzazione di una nuova figura professionale, che si allontana dai modelli novecenteschi dominati dal formato recensione e guadagna strumenti specifici per la lettura e la costruzione della cultura digitale.

Con l’aiuto di una base teorico-pratica mirata a interpretare le strutture della Rete al servizio del giornalismo di opinione, il corso propone due livelli di approfondimento: un’analisi del rapporto tra la critica e le peculiari comunità di riferimento; una formazione specifica ai nuovi linguaggi della critica teatrale in termini di formati multimediali, strategie di pubblicazione e disseminazione dei contenuti, creazione di reti di relazioni che, dalla dimensione virtuale, si estendono all’abitazione reale degli ambienti della creazione contemporanea.

Tramite un’impostazione dialogica e partecipata, il corso mira a sviluppare una percezione arricchita dell’evento teatrale, in grado di prendere in considerazione i contesti sociali e produttivi come primo passo per una comprensione dell’ambiente mediale che oggi accoglie il ragionamento critico.

 

Elenco delle Materie, dei docenti e dei programmi didattici afferenti alla sezione Cinema

Prof. Mario Sesti

Ogni film che si rispetti scrive se stesso su di noi rendendoci un po’ diversi da quello che eravamo prima di entrare in una sala: il critico è colui che trascrive questa traccia residua del film per condividerla con chiunque.  Mettendo a disposizione gli strumenti di base linguistici, storici e teorici per la lettura di un film, il corso vedrà i partecipanti al lavoro per capire come si legge ciò che tutti conosciamo bene (il piacere dei film) e come si  analizza e scompone ciò che gli studiosi degli anni sessanta chiamavano la “polifonia” del cinema (che è suono, voce, dialogo, scrittura, musica e non solo visione): il cinema come movimento del corpo (occhi, orecchie, pelle) e della mente che precipita in un discorso. L 'introduzione agli elementi di base di cui è costituito il film (narrazione, linguaggio, percezione) e l'evoluzione storica e teorica del linguaggio del cinema, e della critica,  sarà alimentata, accompagnata e sorretta dall'analisi di testi (film) visionati durante le lezioni.

Testi consigliati: Mario Sesti, In quel film c’è un segreto, Feltrinelli, 2006; The Big Screen: the Story of Movies and What They Did to Us, 2012; Peter Bogdanovich, Who the Hell’s in it, 2004

Prof. Steve Della Casa

Il corso verte su come radio e televisione parlino di cinema. Si tratta di analizzare come i media immateriali tradizionali affrontino il cinema, con quale linguaggio cerchino di raccontarlo e perché la critica cinematografica tradizionale sia praticamente sparita da radio e televisioni per trovare un suo spazio sul web.

Bibliografia di riferimento: I 100 colpi di Hollywood Party (edizioni Eri-Rai);

Clandestino in galleria di Claudio G. Fava (edizioni Falsopiano)

Splendor (edizioni Laterza)

Prof. Alessandro Boschi

Il cinema e i suoi luoghi;

la storia del cinema attraverso le sue voci;

come si realizza una trasmissione radiofonica, partendo da Hollywood Party.

Dal cinema alle serie tv: andata e ritorno. Come il linguaggio televisivo ha assimilato il linguaggio cinematografico trasferendolo nelle serie e mutuandone schemi e tempi narrativi. Da Miami Vice a The night of. Comparazione pratica tra cinema e tv e tra le prime serie televisive e quelle attualmente nei nostri circuiti.

La fruizione clandestina: Netflix e fratelli contro i pirati. Come cambia il mercato dell’audiovisivo.

Testo di riferimento: Nuovo cinema web, di Ester Corvi, Hoepli, 2016

Proff. Francesco Artibani e Riccardo Corbò

Parte I. La Critica:

  • La domanda più semplice e più complicata: cosa è un fumetto?
  • Fumetto: sottogenere o linguaggio pieno di generi? Una domanda non retorica.
  • “Ormai hai 21 anni, e’ tempo che tu sappia di chi sei figlio”: dalla satira, dalla letteratura di genere e dal teatro nasce un nuovo mezzo di comunicazione.
  • Basi del linguaggio del fumetto: la vignetta, la strip, la closure, la pagina, la splash page.
  • Europa, Nord America, Sud America, Asia: continenti diversi e una lingua del fumetto diversa.
  • Come si critica un fumetto? La risposta giusta ad una domanda sbagliata.

Parte II. La Storia:

  • I protofumetti: prima dell’ufficiale “scoperta dell’America”, i padri nobili delle nuvole parlanti.
  • Yellow Kid, il monello di strada capitalista: la nascita “ufficiale” del fumetto, con tanti soldi dietro.
  • La Golden Age: il mondo e’ in guerra ed i fumetti fanno il botto, in tutti i sensi. Nascono i super eroi e Disney inizia la conquista del globo.
  • Un mondo a (stelle e) strisce: il mercato americano con la guerra fredda muta profondamente e si espandono i mercati internazionali.
  • I Manga, figli di Topolino: ovvero come i fumetti occidentali hanno influenzato i fumetti giapponesi che ora influenzano quelli occidentali.
  • Historietas: la grande scuola del Sud America; la vessazione degli autori nei regimi dittatoriali.
  • La Bande Dessinee: le regioni franco belghe volano leggere con la “linea chiara”.
  • Amerika e la decostruzione del super eroe: il revisionismo narrativo sommerge i comics e produce una onda lunga che dura decenni.
  • Il mercato odierno e lo sbarco in massa ad Hollywood: il fumetto nuova fucina di idee del XXI secolo.

Bibliografia di riferimento:

Scott McCloud, Capire il fumetto. L’arte invisibile, Vittorio Pavesio Productions, Torino, 2006 (terza edizione)

Will Eisner, Fumetto. Arte sequenziale, Vittorio Pavesio Productions, Torino 1997.

Paul Gravett, Manga. 60 anni di fumetto giapponese, Logos, 2006.

IF IMMAGINI & FUMETTI N. 08 Fumetto e animazione giapponesi dagli esordi fino "all’invasione" del mondo. IF Edizioni 1999

IF IMMAGINI & FUMETTI N. 07 Gli inserti a fumetti e l’indagine del rapporto tra fumetto e giornali quotidiani. IF Edizioni 1998

Carlos Trillo e Guillermo Saccomanno, Historia de la Historieta: Storia e storie del fumetto argentino, Pro

Glo Edizioni 1997

Franco Giubilei, Le donne, i cavalier, l'arme, la roba. Storia e storie di Andrea Pazienza, Scandiano, Edizioni

Bande Dessinée, 2005

 

Letture propedeutiche:

Andrea Pazienza Pompeo , Edizioni Di, 1997

Art Spiegelman, Maus, Einaudi

Marjane Strapi, Persepolis, Rizzoli Lizard, 2007

Quino, Tutto Mafalda, Magazzini Salani, 2009

Frank Miller, David Mazzucchelli, Batman, Anno Uno, Planeta de Agostani

Alan Moore, Superman, le storie di Alan Moore, Planeta de agostani

Los Bros Hernandez, Love & Rockets (v.01): Benvenuti a Palomar, Magic Press

Ayumi Tachihara, Ali d’argento, Panini/Planet Manga, 1998

Yukinobu Hoshino, 2001 nights, Flashbook 2005‐2006

Elenco delle Materie, dei docenti e dei programmi didattici afferenti alla sezione Musica

Prof. Marco Molendini

La musica popolare (rock, jazz e pop) deve molto al giornalismo quotidiano e alle riviste specializzate, artefici fondamentali nell'esplosione mediatica dagli anni 70 in poi. Fino ad allora le pagine dei giornali ignoravano o quasi quelle vicende, relegandole ai grandi avvenimenti popolari (Sanremo, Cantagiro, Canzonissima) e con poche altre eccezioni. Si è così sviluppata una categoria, quella dei giornalisti musicali, che ha cominciato a raccontare e a analizzare nel dettaglio e con regolarità quel mondo: concerti, dischi, ma anche vita e eccessi. Un mestiere che unisce insieme la divulgazione, l'analisi, l'intermediazione e dove la funzione dell'orecchio privilegiato fa da filtro fra l'artista e il pubblico, fra il suono e la parola.

Data la brevità del corso, si invitano gli studenti a preparare dei testi, non più di una pagina, in cui raccontano uno spettacolo o un concerto a cui hanno assistito.

Bibliografia di riferimento:

Paolo Jachia, La canzone d'autore italiana (1958‐1997). Avventura della parola cantata, Feltrinelli editore

Boris Vian, Gianfranco Salvatore ( a cura di ), Musika & Dollaroni. Contro l'industria della canzone, Nuovi

Equilibri

Prof. Ernesto Assante

Le lezioni verteranno sulle tecniche giornalistiche applicate alla critica musicale, teatrale o cinematografica.

In una prima parte teorica verranno illustrate le innovazioni portate al giornalismo dall'avvento del web e oggi dalla sua evoluzione: il web 2.0, che ha giocato un ruolo fondamentale nella nascita del “giornalismo partecipativo”. Ai giornalisti è richiesto un cambio di registro e un adeguamento di linguaggio a questa nuova piattaforma.

Sono previste inoltre delle esercitazioni pratiche, legate al trattamento delle notizie e all'applicazione di queste alle recensioni. Dispense fornite dal docente.

Bibliografia di riferimento:

Papuzzi A., Professione giornalista. Tecniche e regole di un mestiere, Donzelli, 2003

Prof. Sandro Cappelletto

  • Come parlare di musica, come capirla per tentarne una critica, cioè una consapevole restituzione di quanto si è visto/ascoltato al pubblico?
  • La necessaria conoscenza di quell'insieme complesso di competenze e talenti e condizionamenti produttivi che è la produzione di un'opera lirica. La pretesa di rendere visibile ‐ attraverso la scrittura ‐ quanto invece si esprime in modo invisibile e ineffabile, cioè la musica.
  • E quando nasce l'esigenza di raccontare ai propri contemporanei, con la speranza di tramandare ai posteri, la vita musicale del tempo in cui si vive? Perché prima di tutto la critica deve soddisfare questo compito.
  • Musica in scena e senza scena: ascolto e visione, commento e confronto di diverse esecuzioni di un quartetto d'archi, una sinfonia, un'opera. 

Bibliografia di riferimento:

Theodor W. Adorno, Sociologia della musica, Einaudi

Fedele D'Amico, Forma divina, Saggi sull'opera lirica e il balletto, Leo Olschki

Eugenio Montale, Prime alla Scala, Mondadori

Sandro Cappelletto, Inventare la scena ‐ regia e teatro d'opera in Storia del teatro moderno e contemporaneo, vol. III, Einaudi

Prof. Federico Capitoni

Il corso prevede una ricognizione degli strumenti (a cominciare dal lessico) che un critico musicale deve possedere, ribadendo come questi prescindano dal genere musicale di cui ci si occupa, anche in relazione con i nuovi media. Si affronteranno poi alcuni aspetti tecnici e pratici come l’analisi e la realizzazione di recensioni e interviste. Un laboratorio pratico, infine, metterà alla prova gli studenti che saranno incaricati di scrivere e realizzare servizi su dischi e concerti i quali saranno poi oggetto di confronto e discussione collettivi.

Prima lezione teorica:

La critica musicale: ragioni e strumenti

Fare critica oggi: web, carta e professione

Seconda lezione teorica:

Aspetti tecnici: recensione e intervista

Assegnazione dei “compiti” (recensire o intervistare secondo le regole enunciate)

Lezione pratica:

Laboratorio di correzione e confronto elaborati su dischi e concerti (ascoltati nel periodo precedente la lezione)

Confronto e considerazioni finali 

Elenco delle Materie, dei docenti e dei programmi didattici afferenti alla sezione Televisione

Prof. Enrico Menduni

Il modulo intende fare il punto sulle recenti evoluzioni della televisione, particolarmente alla luce dell’avvento del digitale, che ha ampliato i canali disponibili, affiancando la televisione generalista con una tv a pagamento impaginata in modo del tutto diverso, con largo spazio a canali tematici e“semigeneralisti”. Anche l’informazione è affrontata in modo del tutto diverso con canali definiti “all news” come CNN, Al Jazeera, Bbc World e, da noi, Sky Tg 24 e Rai News 24. Si partirà dunque da un’analisi della "neotelevisione" edella radio nell’epoca della concorrenza, con i loro generi e formati.

Successivamente il modulo metterà in luce come attorno al 1995 questo tipo di radio e di televisione, e la più complessiva divisione del lavoro tra questi e gli altri media, siano stati sfidati dall’avvento del digitale e dalle sue caratteristiche di spiccata riproducibilità tecnica, versatilità, possibilità di transito da un medium all’altro, intervento attivo dello spettatore‐utente. Infine, dei media audiovisivi digitali si descriveranno i formati principali (satellitare, IPTV, Digitale terrestre, mobile, Web Tv), discutendo anche i concetti di intertestualità, intermedialità, multimedialità, crossmedialità, ibridazione.

L’articolazione delle lezioni sarà quindi la seguente:

  • Prima lezione. Definizione di “neotelevisione” e tematizzazione della tv nell’era della concorrenza fra pubblico e privato. Ridefinizione della funzione di servizio pubblico e dei suoi principi ispiratori. La radio - sia musicale che parlata, sia pubblica che privata ‐ nell’era della concorrenza: la radio a transistor, il rock, le radio pirata, le radio libere, i network privati.
  • Seconda lezione. Il digitale: concetti e significato. Perché il digitale è così importante per i media. La convergenza tra informatica, telecomunicazioni, media audiovisivi. La multimedialità. Internet. Gli smart phone. Definizioni e caratteristiche dei media digitali: spiccata riproducibilità tecnica, versatilità, possibilità di transito da un medium all’altro, intervento attivo dello spettatore‐utente, User’s generated contents e User’s generated media
  • Terza lezione. Formati attuali della televisione digitale (satellitare, IPTV, Digitale terrestre, mobile, Web Tv), discussone dei principali concetti (intertestualità, intermedialità, multimedialità, crossmedialità, ibridazione), conclusione. Nel corso della prima lezione sarà effettuato un questionario di ingresso; un questionario finale sarà invece amministrato nella terza.

Bibliografia di riferimento:

Menduni, G. Nencioni e M. Pannozzo, I social network, Milano, Mondadori Education, 2011
Enrico Menduni, Televisioni, Bologna, il Mulino, 2009
Enrico Menduni, I media digitali, Roma‐Bari, Laterza, 2007

Enrico Menduni, Entertainment, Bologna, Il Mulino, 2013.

Marta Perrotta, Il format televisivo. Caratteristiche, circolazione internazionale, usi e abusi, Urbino, Quattroventi, 2007
Henry Jenkins, Cultura convergente, Milano, Apogeo, 2007

 

Per ulteriori indicazioni bibliografiche si può consultare la pagina:

http://www.mediastudies.it/spip.php?rubrique4

Il corso fornirà le basi per la costruzione e lo sviluppo dell’idea per una serie televisiva.

  • L’idea narrativa e il tema. Il pitch
  • Il soggetto di serie: arco narrativo orizzontale e linee verticali con schede dei personaggi
  • La struttura di ogni episodio
  • Protagonisti e antagonisti. 
  • La bibbia
  • I soggetti di puntata. 
  • I trucchi del mestiere: turning point, crisi, conflitto, climax
  • Proiezioni di serie tv e analisi delli temi e delle strutture
  • Esercitazioni scritte
  • Confronto tra il soggetto di un film cinematografico e di quello di un episodio pilota di una serie tv

Programma dettagliato:

  • Il soggetto: forma, tono, struttura
  • La scaletta: cambiando l’ordine delle sequenze il prodotto cambia
  • La scelta del punto di vista. Il rovesciamento: “Il sesto senso”
  • Il trattamento: a che serve, quanto deve essere lungo, è meglio scriverlo in prima o in terza persona?
  • Analisi, costruzione e approfondimento psicologico dei personaggi
  • Protagonisti e comprimari
  • La sceneggiatura: i dialoghi
  • Come si costruisce una sceneggiatura di genere
  • Proiezioni di film e analisi con l’autore
  • Esercitazioni scritte in classe: soprattutto dialoghi
  • Scalettare a posteriori un film
  • Confronto tra la sceneggiatura di un film e il film girato e montato
  • Come riconoscere un film di genere

Elenco delle Materie, dei docenti e dei programmi didattici afferenti alla sezione Giornalismo

Prof. Concita De Gregorio

IL TEMPO INGIUSTO (La Paura, la Giustizia, la Speranza)

Scopo del corso è realizzare attraverso il lavoro congiunto di tutti gli allevi del Master in Critica Giornalistica e del Master in Drammaturgia e Sceneggiatura, con la collaborazione degli allievi dell’Accademia, un racconto podcast in 6-8 capitoli da presentare in primavera al Salone del Libro di Torino, come prima produzione originale delle Edizioni dell’Accademia.

Il progetto, articolato tra i due corsi, intende sviluppare – come metodo – il lavoro condiviso. Tutti gli studenti dei due corsi dovranno avere consapevolezza del target e lavorare di concerto all’obiettivo: un progetto concreto da realizzare nell’arco di tempo dato, di cui tutti saranno parte, ciascuno con le sue forze e le sue capacità. Agli antipodi della competizione individuale, il lavoro sarà un laboratorio di collaborazione e di squadra. L’obiettivo è realizzare un progetto editoriale da mettere sul mercato: ideazione, realizzazione, promozione e comunicazione non possono essere processi disgiunti. Ciascuno degli allievi dei due corsi dovrà avere piena consapevolezza di ogni tappa, e collaborare al traguardo comune.

In una prima lezione congiunta si illustrano e si discutono le tappe del lavoro.

Prima fase (Master in Drammaturgia e Sceneggiatura)

Durante le vacanze natalizie gli allievi del corso di drammaturgia avranno il compito di intervistare i loro nonni (gli anziani di famiglia, vicini di casa, conoscenti) su due argomenti: la volta nella loro vita che hanno veramente avuto paura – di che cosa, quando, perché – e la volta che hanno sentito di essere vittime di un’ingiustizia, un sopruso. Quale pensiero ha alimentato la loro speranza. La parte finale della prima lezione sarà dedicata alle indicazioni su come si realizza un’intervista, con discussione delle domande – identiche – da porre a tutti gli intervistati. Le interviste saranno filmate con smartphone, telecamere amatoriali, ipad.

Al rientro dalle vacanze i materiali saranno trascritti e condivisi. Nelle prime due lezioni gli allievi saranno chiamati a dire la loro opinione sul lavoro altrui (reso disponibile a tutti in forma anonima) e a dichiarare a loro volta paure e ingiustizie di cui si sentono vittime. Le parole degli anziani e quelle dei giovani diventeranno il materiale per una prima stesura della drammaturgia. Saranno selezionate le sei-otto storie più interessanti, a giudizio della classe, e si lavorerà a trasformarle in testi.

Nel corso del lavoro di drammaturgia finalizzata alla realizzazione del Podcast audio saranno esaminati i diversi processi di trasformazione di un resoconto in presa diretta in un soggetto o sceneggiatura, con caratteristiche distinte secondo la destinazione. Per un monologo teatrale, per una serie tv, per un podcast, per un film, per un libro. Si procederà quindi al lavoro di scrittura per il Podcast. Nella penultima sessione di febbraio si selezioneranno le sei-otto storie da mettere in scena. Nell’ultima si metteranno a confronto e si sottoporranno al giudizio finale della classe. Gli allievi del corso di recitazione dell’Accademia, ai primi di marzo, realizzeranno dai sei-otto lavori selezionati altrettanti monologhi, registrati in audio e (eventualmente) ripresi in video.

Seconda fase (Master in Critica Giornalistica)

La classe di critica giornalistica nella prima lezione esaminerà il materiale e giudicherà come proporlo al mercato editoriale. La titolazione, il comunicato stampa, i materiali per i social, le campagne di lancio, come si crea un clima di attesa, come si accende l’attenzione. È ipotizzabile a metà marzo una seconda lezione a classi unificate. È auspicabile che tutto il percorso sia filmato, per documentazione interna dell’Accademia, da allievi del corso di regia coordinati da un tutor. Nella seconda fase (corso di Critica) i podcast e il lavoro di documentazione saranno esaminati e valutati allo scopo di uscire a maggio sul mercato editoriale con la massima visibilità e condivisione. Si lavorerà al sistema che regola i rapporti con gli editori, con le produzioni editoriali e cinematografiche.

A maggio le edizioni dell’Accademia saranno presenti al Salone di Torino con il lavoro degli allievi del master di drammaturgia, messo in scena dagli allievi del corso di recitazione, con un podcast che gli allievi del master di critica accompagneranno nelle presentazioni e nelle promozioni. Tutto il lavoro sarà documentato da un video del processo avvenuto nel corso dell’anno accademico, mentre dai video realizzati dagli allievi sarà possibile, in una ulteriore fase, realizzare un documentario che accompagni la diffusione dei racconti in podcast.

Prof. Roberto Canziani

L’impatto delle nuove tecnologie di comunicazione e la digitalizzazione delle conoscenze ha generato una trasformazione, impensabile fino a pochi anni fa, in quel settore che si definiva ‘ufficio stampa’. Ne stanno emergendo nuovi ruoli e una nuova figura professionale -  indispensabile all’esistenza stesso dello spettacolo dal vivo - che oltre a competenze culturali di settore, deve possedere le tradizionali abilità richieste in campo giornalistico, la padronanza dei nuovi strumenti tecnici, la capacità di leggere l’orizzonte dei media, e il fiuto per prevederne l’evoluzione.

  • Comunicazione per lo spettacolo dal vivo

- Specialità comunicativa nelle performing arts

Media tradizionali e new media nel settore della promozione di spettacoli: il cartaceo e il digitale

- Logiche verticali e orizzontali nelle contemporanee comunicazioni di massa

Rinnovamento delle professionalità nell’informazione per lo spettacolo

- ‘Vecchia’ e ‘nuova’ critica

- Informazione e persuasione

  • Ufficio media: gli strumenti, le tecniche, le strategie

Strumenti: mailing‐list, archivi ed enciclopedie di dati, rassegne stampa

Tecniche: comunicati stampa, conferenze stampa, sala stampa

- Laboratorio: la redazione del comunicato stampa

Strategie e stili: il piano di comunicazione, la gestione dei contatti

Strumenti e tecniche nel tempo del web 2.0: e‐mail, bacheche fb, blogs  and tweets

- Rischi, cautele, etichetta e buone pratiche nella comunicazione contemporanea

- Prospettive e previsioni

  • Casi ed esempi

Editoria cartacea per lo spettacolo dal vivo. Tipologie

- Siti web per lo spettacolo. La gestione dei contenuti

‐ Analisi e valutazione di materiali. Case‐history.

Prof. Matteo Antonaci

Il corso intende analizzare il mutamento del ruolo dell’ufficio stampa negli ultimi anni in connessione con l’introduzione dei nuovi media e in particolare con l’avvento dei social network. Saranno analizzati alcuni “case history” particolarmente legati all’ambito del web e della comunicazione digitale, alla trasformazione delle strategie di comunicazione dei festival e al rapporto tra media e performing arts.

Testi e articoli saranno suggeriti nel corso delle lezioni.

Prof. Gabriele Niola

Il giornalismo online esiste da circa 20 anni ma negli ultimi 10 è stato rivoluzionato dai mutamenti tecnologici e comunicativi. Le notizie non sono più quelle che avremmo chiamato così tempo fa, il ruolo del giornalista non è più lo stesso come anche il rapporto con il lettore non è il medesimo. Questo è tanto vero per la professione in sé, quanto lo è nel campo dello spettacolo e della critica, più di nicchia e quindi più sensibili al rapporto con il lettore. A cambiare sono stati sia il linguaggio che le pratiche tecniche, come risultato a chiunque lavori nel campo del giornalismo in rete vengono ora richieste competenze prima mai sfiorate e chiunque voglia emergere, o anche solo comprendere come funzioni l’editoria in rete, necessità di una profonda comprensione di mezzi e strumenti tecnologici in primis.

Il corso tratterà la storia recente del giornalismo in rete, la crescente importanza dei social network come piattaforme di distribuzione e le sue conseguenze, il necessario confronto con i lettori, la morte del giornalismo e della critica tradizionali con il fine di illustrare cosa sia nato dalle loro ceneri. Oltre a questo una parte più pratica si concentrerà sulla gestione di un sito (il backoffice), sul funzionamento di Google sia dal punto di vista di SEO che come strumento di ricerca e un’infarinata delle tecnologie utili alla produzione radiofonica, all’elaborazione di fotografie e al montaggio video.

Prof. Davide Antonio Bellalba – Prof.ssa Giulia Focardi

Il corso metterà lo studente in grado di sviluppare e realizzare in rete un
prototipo giornalistico e di sperimentare le potenzialità dei social media
come strumento di comunicazione e promozione di massa, le attività
laboratoriali si concentrano sullo sviluppo di competenze tecniche,
linguistiche e comunicative rivolte all’elaborazione di testi scritti per la
pubblicazione sulla rete e alla promozione degli stessi sui social network,
mettendo a confronto realtà come Facebook e Twitter.

Il programma didattico è così articolato:

1 - Accesso alle fonti su Internet e verifica della loro attendibilità
•       Le fonti presenti su Internet
•       Le agenzie di stampa e la loro evoluzione nella Rete

2  - Analisi comparata dei principali siti di informazione nazionali e
internazionali

•       Classificazione dei siti di informazione
•       Evoluzione dell’informazione on line
•       Navigazione guidata dei principali quotidiani nella versione on line

3  – Comunicazione e Giornalismo partecipato

•            Differenza fra citizen journalism,video-giornalismo e
informazione 2.0
•            Tecniche e linguaggi del giornalismo sul web
•            Citizen Journalism, UGC, Blog, Personal Media
•            I new media nel giornalismo
•            Public e civic journalism
•            Social network

4 – Scrittura di un articolo giornalistico per il web

5 – Gli strumenti di pubblicazione sul web

6 – Gli strumenti per l’editing delle foto e dei video

7 – Come promuovere i propri articoli attraverso i canali social (Facebook e
Twitter: due realtà a confronto)

Prof.ssa Simona Durante

L’accesso ai nuovi media influenza in modo sempre più rilevante il comportamento di adolescenti e giovani. L’uso dei vecchi e nuovi media si integra ed entra a far parte del quotidiano delle famiglie. Emergono però differenze sostanziali in tale evoluzione: da un punto di vista di genere, generazionale e sociale.

L’utilizzo delle nuove tecnologie nella vita quotidiana assume una tale importanza da rendere necessario un monitoraggio più attento e consapevole da parte delle autorità competenti e della famiglia.

La prima parte del modulo è dedicata alla normativa relativa ai processi di controllo e di filtraggio dei contenuti dell’offerta mediatica da parte degli organismi di vigilanza.

La seconda parte mette in luce gli aspetti legati al ruolo dei nuovi media nei processi di socializzazione, analizza il consumo quantitativo in termini di esposizione per fasce orarie e di età dei minori, indicandone i rischi legati alla fruizione delle nuove tecnologie multimediali.

Prima lezione:

  • Il Codice di autoregolamentazione media e minori.
  • Il Comitato di applicazione, gli organismi di vigilanza.
  • La Carta di Treviso.
  • Indagine conoscitiva sulla tutela dei minori nei mezzi di comunicazione.
  • Codice di autoregolamentazione internet e minori.
  • Controllo parentale sui contenuti TV e internet

Seconda lezione:

  • Bambini e nuovi media: la fruizione di internet da parte dei minori.
  • Le insidie della rete
  • Educazione e nuovi media: il ruolo pedagogico dei media.
  • Pubblicità e tutela dei bambini: Nag Factor. Violenza in TV e suoi effetti.
  • La televisione come agenzia di socializzazione.

Bibliografia di riferimento:

Acierno M.: A tutta TV, Stampa Sud Mottola (TA), 2012

Aroldi P.  La Tv risorsa educativa. Uno sguardo familiare sulla televisione Edizioni S.Paolo, Milano, 2004.              

Ardizzone P. Televisione e processi formativi: Per una pedagogia dei mass media, Milano, Unicopli, 1997

Caprettini La scatola parlante, Editori Riuniti, Roma, 1996

D’Amato M. “I Teleroi” I personaggi, le storie, i miti della TV dei ragazzi, Editori Riuniti, 1999

D’Amato M. Bambini multimediali, Istituto degli Innocenti, Firenze, 2006

Mazza Vilma Usare la TV senza farsi usare, Edizioni Sonda, Torino, 2002

Oliverio Ferraris TV per un figlio, Laterza, Bari, 2006

Popper K. Cattiva maestra televisione, Marsilio Editori, Venezia, 2002

Sartori G. Homo Videns, televisione e postpensiero Laterza, Bari, 1997

Cantelmi, T, Toro M.B., Talli M.,"Avatar. Dislocazioni mentali,personalità

tecnomediate,derive autistiche." Edizioni Magi, 2010.

Vallario L., "Naufragi nella rete. Adolescenti e abusi mediatici".  Franco

Angeli, 2008.

Zappalà,"Pedofilia e internet" Sesualità, diritto e processo, Milano, 2002

 

 

Si raccomanda a tutti i corsisti di prendere contatto con i docenti al fine di integrare la bibliografia già consigliata.

torna su
Template by JoomlaShine